Maurizio Pistone
2014-02-21 22:23:29 UTC
Scusate questa irruzione nel genere What-If, ma mi viene da chiedermi:
perché in Italia si parla italiano e non latino?
Facciamo un viaggio nel tempo, collochiamoci in una qualunque regione
d'Italia un cinquecento anni fa.
Tutti parlano la loro lingua locale, okkèi.
A parte una ristrettissima cerchia di intellettuali radical-chic, che si
piccano di usare la lingua di Dante-Petrarca-Boccaccio (e chissà se li
hanno letti veramente), tutti, dal principe in trono all'ultimo
contadino, si esprimono esclusivamente nella lingua che hanno sempre
sentito dai genitori.
Un piccolo strato superiore ha studiato, e quindi sa il latino. Perché
l'insegnamento è in latino. La maggior parte dei libri sono in latino.
La lingua della Chiesa Cattolica, l'unica vera istituzione
sovraregionale e sovranazionale - un'istituzione che è sempre buona
regola tenersi amica - è il latino.
Prendiamo un piemontese, che non ha mai parlato altro che piemontese,
che non ha mai avuto contatti con altre lingue. Sicuramente per lui
imparare l'italiano, o il latino, comporta la stessa fatica, la stessa
difficoltà. Con la differenza che il latino ha una tradizione didattica,
ci sono grammatiche ecc., insomma, c'è un bel po' di strumenti
collaudati a portata di mano. Invece l'italiano - a parte che
normalmente non si studia a scuola - lo si deve tirar fuori da opere
poetiche astruse, che parlano quasi sempre di argomenti - diciamo così -
un po' fuori dal mondo. Pastori e ninfe, bionde morte da vent'anni che
ti appaiono in sogno, finocchi che corrono su un sabbione sotto una
pioggia di fuoco...
Per di più, il latino è molto più utile. Naturalmente non parliamo del
latino classico, che è una lingua morta; ma di un latino ammodernato,
adatto a parlare di ogni argomento: astronomia e finanza, navigazione e
medicina, politica e arte della guerra, cucina e tecniche di seduzione.
E poi ti permette di girare il mondo. Vai all'Università di Praga, a
Oxford, a Salamanca, e col latino capisci e ti fai capire subito.
Ma anche a casa tua, col latino puoi fare carriera. Non solo nella
Chiesa, che è sempre una gran bella carriera, ma anche nella Pubblica
Amministrazione, dove saper scrivere delle belle lettere latine è
sicuramente una carta vincente. Invece l'italiano, a parte i soliti
pastori e le solite ninfe, non è che ti dia molto in cambio.
E poi, una lingua così pratica, logica. Non come l'italiano che è tutta
una sfumatura, un sottinteso, una variante stilistica. E quando devi
usare l'indicativo, e quando il congiuntivo. Col latino hai regole
certe, consecutio temporum, vai così che vai bene. Col latino dici pane
al pane e vino al vino.
Lo so che è in atto una cospirazione di
lavorato un giorno intero in tutta la loro vita.
Se dovessi scommettere sulla lingua di tutti gli Italiani, be', non
esiterei un attimo, il latino è la lingua del futuro.
perché in Italia si parla italiano e non latino?
Facciamo un viaggio nel tempo, collochiamoci in una qualunque regione
d'Italia un cinquecento anni fa.
Tutti parlano la loro lingua locale, okkèi.
A parte una ristrettissima cerchia di intellettuali radical-chic, che si
piccano di usare la lingua di Dante-Petrarca-Boccaccio (e chissà se li
hanno letti veramente), tutti, dal principe in trono all'ultimo
contadino, si esprimono esclusivamente nella lingua che hanno sempre
sentito dai genitori.
Un piccolo strato superiore ha studiato, e quindi sa il latino. Perché
l'insegnamento è in latino. La maggior parte dei libri sono in latino.
La lingua della Chiesa Cattolica, l'unica vera istituzione
sovraregionale e sovranazionale - un'istituzione che è sempre buona
regola tenersi amica - è il latino.
Prendiamo un piemontese, che non ha mai parlato altro che piemontese,
che non ha mai avuto contatti con altre lingue. Sicuramente per lui
imparare l'italiano, o il latino, comporta la stessa fatica, la stessa
difficoltà. Con la differenza che il latino ha una tradizione didattica,
ci sono grammatiche ecc., insomma, c'è un bel po' di strumenti
collaudati a portata di mano. Invece l'italiano - a parte che
normalmente non si studia a scuola - lo si deve tirar fuori da opere
poetiche astruse, che parlano quasi sempre di argomenti - diciamo così -
un po' fuori dal mondo. Pastori e ninfe, bionde morte da vent'anni che
ti appaiono in sogno, finocchi che corrono su un sabbione sotto una
pioggia di fuoco...
Per di più, il latino è molto più utile. Naturalmente non parliamo del
latino classico, che è una lingua morta; ma di un latino ammodernato,
adatto a parlare di ogni argomento: astronomia e finanza, navigazione e
medicina, politica e arte della guerra, cucina e tecniche di seduzione.
E poi ti permette di girare il mondo. Vai all'Università di Praga, a
Oxford, a Salamanca, e col latino capisci e ti fai capire subito.
Ma anche a casa tua, col latino puoi fare carriera. Non solo nella
Chiesa, che è sempre una gran bella carriera, ma anche nella Pubblica
Amministrazione, dove saper scrivere delle belle lettere latine è
sicuramente una carta vincente. Invece l'italiano, a parte i soliti
pastori e le solite ninfe, non è che ti dia molto in cambio.
E poi, una lingua così pratica, logica. Non come l'italiano che è tutta
una sfumatura, un sottinteso, una variante stilistica. E quando devi
usare l'indicativo, e quando il congiuntivo. Col latino hai regole
certe, consecutio temporum, vai così che vai bene. Col latino dici pane
al pane e vino al vino.
Lo so che è in atto una cospirazione di
quei 4 gatti che studiavano Dante Petrarca Boccaccio e che magari
scrivevano una lettera ad un loro collega di Napoli, capendosi con quella
lingua lì spruzzata di contributi di altre regioni.
Ma lasciamoli perdere, poveri illusi. Intellettualoidi che non hanno maiscrivevano una lettera ad un loro collega di Napoli, capendosi con quella
lingua lì spruzzata di contributi di altre regioni.
lavorato un giorno intero in tutta la loro vita.
Se dovessi scommettere sulla lingua di tutti gli Italiani, be', non
esiterei un attimo, il latino è la lingua del futuro.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
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