Discussione:
GUIDO BEZZOLA
(troppo vecchio per rispondere)
g***@gmail.com
2012-09-19 13:53:57 UTC
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NE SENTO SPESSO PARLARE; QUALCUNO MI SA DARE QUALCHE INFORMAZIONE
BIOBIBLIOGRAFICA IN PROPOSITO
Non tanto bibliografica, quanto biografica. Nei lontani anni settanta Bezzola era assistente del Prof. Antonielli alla Statale di Milano e io frequentai un suo laboratorio sul cinema neorealista. Era un prof a dir poco originale e molto competente con momenti di umorismo sfrenato e altri di buio totale. Il mio rapporto con lui fu quindi altalenante, ma in complesso positivo.
Mi fece piacere, appunto, il cinema neorealista che a quel tempo non conoscevo e tra gli scrittori il Porta che lui addirittura venerava.
Voglio da ultimo raccontare un "nanetto": a una studentessa che veniva prima di me a un suo esame, rimproverò il suo accento comasco mentre leggeva una poesia dello "Charmant Carlin" e la cacciò in malo modo. Per fortuna io che sono cremonese me la cavo tuttora bene con il dialetto milanese, per cui le cose filarono lisce.
Questo, secondo la mia esperienza diretta era Guido Bezzola, di cui, come era il suo carattere ho un ricordo altalenante tra il buono e lo strano.
g***@gmail.com
2012-09-19 13:57:22 UTC
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Post by g***@gmail.com
NE SENTO SPESSO PARLARE; QUALCUNO MI SA DARE QUALCHE INFORMAZIONE
BIOBIBLIOGRAFICA IN PROPOSITO
Non tanto bibliografica, quanto biografica. Nei lontani anni settanta Bezzola era assistente del Prof. Antonielli alla Statale di Milano e io frequentai un suo laboratorio sul cinema neorealista. Era un prof a dir poco originale e molto competente con momenti di umorismo sfrenato e altri di buio totale. Il mio rapporto con lui fu quindi altalenante, ma in complesso positivo.
Mi fece piacere, appunto, il cinema neorealista che a quel tempo non conoscevo e tra gli scrittori il Porta che lui addirittura venerava.
Voglio da ultimo raccontare un "nanetto": a una studentessa che veniva prima di me a un suo esame, rimproverò il suo accento comasco mentre leggeva una poesia dello "Charmant Carlin" e la cacciò in malo modo. Per fortuna io che sono cremonese me la cavo tuttora bene con il dialetto milanese, per cui le cose filarono lisce.
Questo, secondo la mia esperienza diretta era Guido Bezzola, di cui, come era il suo carattere ho un ricordo altalenante tra il buono e lo strano.
NE SENTO SPESSO PARLARE; QUALCUNO MI SA DARE QUALCHE INFORMAZIONE
BIOBIBLIOGRAFICA IN PROPOSITO
Non tanto bibliografica, quanto biografica. Nei lontani anni settanta Bezzola era assistente del Prof. Antonielli alla Statale di Milano e io frequentai un suo laboratorio sul cinema neorealista. Era un prof a dir poco originale e molto competente con momenti di umorismo sfrenato e altri di buio totale. Il mio rapporto con lui fu quindi altalenante, ma in complesso positivo.
Mi fece piacere, appunto, il cinema neorealista che a quel tempo non conoscevo e tra gli scrittori il Porta che lui addirittura venerava.
Voglio da ultimo raccontare un "nanetto": a una studentessa che veniva prima di me a un suo esame, rimproverò il suo accento comasco mentre leggeva una poesia dello "Charmant Carlin" e la cacciò in malo modo. Per fortuna io che sono cremonese me la cavo tuttora bene con il dialetto milanese, per cui le cose filarono lisce.
Questo, secondo la mia esperienza diretta era Guido Bezzola, di cui, come era il suo carattere ho un ricordo altalenante tra il buono e lo strano.
angie_usa
2013-04-15 01:11:47 UTC
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NE SENTO SPESSO PARLARE; QUALCUNO MI SA DARE QUALCHE INFORMAZIONE
BIOBIBLIOGRAFICA IN PROPOSITO
Grazie, ciao
--
ramusio
___________________
"Quando sono tutto aggrovigliato e contorto, mi basta un'ora
di Bach per tornare di nuovo perfettamente a posto"
(L. Maazel)
Ho avuto Guido Bezzola come prof all'universita' di Milano e me lo ricordo come un professore preparato, interessante da ascoltare e non monotono, esperto del Porta, Manzoni, Foscolo, del dialetto Milanese e che sapeva come raccontare la letteratura, collegarla alla storia, alla linguistica, alla cultura del periodo, ecc. Ogni tanto inseriva nelle sue lezioni vari aneddoti personali e quello faceva parte del suo stile d'insegnamento, e poi serviva a tenere gli studenti interessati e svegli. Arrivava alle lezioni con i soliti 10 minuti di ritardo 'by design' e il bidello dell'aula magna lo aiutava a togliersi il cappotto. OK, piccolo gesto baronale, so what? Ricordo anche d'aver preso un bel voto da lui in Letteratura Italiana IV la bellezza di 35 anni fa...
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