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TUTTA COLPA DI MIGUEL BOSE' - ed. Fazi - recensioni
(troppo vecchio per rispondere)
ernesto
2011-01-25 01:11:43 UTC
Permalink
Raw Message
"Romanzo dolce amaro che racconta l'educazione sentimentale di
Evandro, un ragazzino che cresce in una famiglia conservatrice, negli
Anni 80, tra cartoni animati, videoclip e miti come Heather Parisi e
Miguel Bosé. Un' immersione in 30 anni di storia del costume mescolata
a pungente ironia."
La Gazzetta dello Sport, 22 gennaio 2011, p. 39.

"Un romanzo brioso e divertente, che racconta l'educazione
sentimentale di un giovane 'metrosessuale' dagli anni Setanta del
Novecento, quando Miguel Bosé 'sculettava gaio sull'onda di Super
Superman', al Worldpride di Roma del 2000. E narra al tempo stesso
l'evoluzione del costume dell'Italia attraverso la musica, il cinema,
la letteratura, le icone gay."
Francesco Gnerre,
Pride, Gennaio 2011, p. 25-6.

"La storia della famiglia Chiericato diventa guida del costume
italiano di quegli anni. Brillante."
Io donna, 4 dicembre 2010, p. 110.

"Con il suo sguardo disincantato e lucido, tipico di chi ci osserva
ormai da lontano, Gastaldi deve aver pensato che, vista la situazione
socio-politica italiana di questi anni rispetto alla realtà da lui
conosciuta in Canada, abbiamo bisogno di qualche ora si spensieratezza
e risate. “Tutta colpa di Miguel Bosé” centra l’obiettivo."
Egizia Mondini,
Aut, Novembre 2010, p. 24-6.

"Gastaldi ci scherza su, ma il suo romanzo scatena temi scottanti e
seri che evita sia di demonizzare sia di dissacrare. Il fatto è che il
protagonista del libro non imita i suoi modelli, in essi si riconosce,
trova una giustificazione dei propri gusti sessuali. Quello che, in
ultima analisi, emerge da questo percorso è una difesa strenua della
libertà sessuale. Un valore acquisito anche attraverso input nobili e
colti, come gli stimoli letterari, primo fra tutti quelli di Pier
Vittorio Tondelli."
Marco Tabellione,
Il Centro, 13 dicembre 2010, Cultura e società.

"Esilarante saga familiare, vivace racconto sociologico-mediatico, il
romanzo di Sciltian Gastaldi canta, con brio e ironia, un libero amor
cortese, postmoderno e multiforme. Il desiderio di chi 'ama prima la
persona prima del suo genere di appartenenza' e con tutti i sensi -
tranne quelli di colpa - insiste a seguire la propria stella."
Piera Maculotti,
Bresciaoggi, 16 dicembre 2010, p. 47.

"Una prova d'autore divertente. [...] Ma se si raccoglie l'ammiccante
invito alla lettura si può comprendere che non c'è acredine alcuna
verso il 'semprebello' figlio d'arte, semmai un'ironia acuta nel
carpire, raccogliere e descrivere i sintomi di una rivoluzione che
l'Italia, in realtà, ancora attende sia compiuta."
Vincenzo Branà,
L'informazione di Reggio Emilia, 9 novembre 2010, p.32.

"Tutto quanto fa icona gay prima o poi compare in queste quasi
quattrocento pagine di educazione sentimentale. Leggerezza e
autoironia però scansano il luogocomunismo sin dalle prime righe."
Pietro Cheli,
Gioia, 12 novembre 2010, p. 112.

"Quella di Sciltian è una scrittura schietta e divertita,
assolutamente a suo agio, capace di intrattenere piacevolmente il
lettore, ma anche di portarlo parallelamente a riflettere su più piani
di lettura su un argomento - bisessualità e infanzia - che pochi in
Italia hanno avuto il coraggio di affrontare. Tutta colpa di Miguel
Bosé è un libro estremamente godibile, in cui molti della classe
'70-'75 potranno riconoscersi."
Massimilano Sardina,
Amedit, Dicembre 2010, p. 22-3.

"Non è un romanzo autobiografico, se non nel senso che racconta la
storia di molti. [...] Ma in generale è godibile perché è parte attiva
della narrazione: ogni ballerina, pellicola, cantante, scrittore ha il
suo ruolo nella storia e si giustifica sul piano romanzesco come
pilastro della trama."
Francesca Romana Capone,
Cocci di bottiglia, 4 Novembre 2010.

"Sciltian Gastaldi sa padroneggiare bene sia lo stile comico sia
quello elegiaco: Tutta colpa di Miguel Bosè vira decisamente al comico
e al satirico, anche se presenta qualche intermezzo pensoso e, d'altra
parte, non esibisce mai una comicità fine a sé stessa. La comicità
divagante può far dimenticare che questo è probabilmente il primo
Bildungsroman italiano che abbia per protagonista un bisessuale
moderno, [...] a Sciltian Gastaldi va perciò anche riconosciuto il
merito d'essere un pioniere che sa evitare i toni didascalici; e li
evita perfino nei capitoletti di svagata saggistica su film o cartoni
animati, nei quali la commozione è sincera, ma tenuta a freno, e gli
accenti critici o descrittivi suonano sempre leggeri. In ciò, anzi,
l'autore asseconda con gradevole naturalezza una certa tendenza
postmoderna alla commistione dei generi (senza dubbio perché, a
differenza di chi dice "Adesso scrivo un bel racconto postmoderno
mischiando i generi", a lui la cosa viene del tutto naturale),
giovando anche, dato che varietas delectat, alla levità del racconto,
ed evitando che, nonostante la discreta lunghezza, esso diventi
monotono o ripetitivo."
Asclepiade,
Anobii.com, 10 Novembre 2010.

"Un libro che si legge volentieri; che anche se non ti fa comprendere
la strada che è stata intrapresa, alla fine non ti lascia solo pieno
di risate e momenti euforici, ma ti avvolge anche di domande. Un
romanzo che anche se ti accoglie con il suo titolo un po’ strano e la
copertina ultra colorata, alla fine non ti delude neanche per un
istante."
Daniele Catena,
4zine, Novembre 2010.

"Con il sorriso sulle labbra, Sciltian Gastaldi ci regala un romanzo
che si legge tutto d’un fiato, da cui si fa fatica a staccarsi: i suoi
ricordi sono esattamente anche i nostri, quel “piccolo mondo antico” è
quello in cui noi siamo cresciuti – e che forse un po’ ci manca.
L’autore riesce a coinvolgerci totalmente. Non c’è una sola emozione
che non riesca a trasmetterci. Ci indigniamo, ridiamo, ci innamoriamo
assieme ad Evandro. E assieme a lui siamo al World Gay Pride del 2000.
Perché la sua battaglia per i diritti civili LGBT, è anche la nostra
battaglia."
Serena Adesso,
Scrittori Precari, Novembre 2010.

"Brillante e delizioso."
Vip, 7 dicembre 2010, p. 45
ernesto
2011-02-01 15:05:02 UTC
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Raw Message
Post by ernesto
"Romanzo dolce amaro che racconta l'educazione sentimentale di
Evandro, un ragazzino che cresce in una famiglia conservatrice, negli
Anni 80, tra cartoni animati, videoclip e miti come Heather Parisi e
Miguel Bosé. Un' immersione in 30 anni di storia del costume mescolata
a pungente ironia."
La Gazzetta dello Sport, 22 gennaio 2011, p. 39.
"Un romanzo brioso e divertente, che racconta l'educazione
sentimentale di un giovane 'metrosessuale' dagli anni Setanta del
Novecento, quando Miguel Bosé 'sculettava gaio sull'onda di Super
Superman', al Worldpride di Roma del 2000. E narra al tempo stesso
l'evoluzione del costume dell'Italia attraverso la musica, il cinema,
la letteratura, le icone gay."
Francesco Gnerre,
Pride, Gennaio 2011, p. 25-6.
"La storia della famiglia Chiericato diventa guida del costume
italiano di quegli anni. Brillante."
Io donna, 4 dicembre 2010, p. 110.
"Con il suo sguardo disincantato e lucido, tipico di chi ci osserva
ormai da lontano, Gastaldi deve aver pensato che, vista la situazione
socio-politica italiana di questi anni rispetto alla realtà da lui
conosciuta in Canada, abbiamo bisogno di qualche ora si spensieratezza
e risate. “Tutta colpa di Miguel Bosé” centra l’obiettivo."
Egizia Mondini,
Aut, Novembre 2010, p. 24-6.
"Gastaldi ci scherza su, ma il suo romanzo scatena temi scottanti e
seri che evita sia di demonizzare sia di dissacrare. Il fatto è che il
protagonista del libro non imita i suoi modelli, in essi si riconosce,
trova una giustificazione dei propri gusti sessuali. Quello che, in
ultima analisi, emerge da questo percorso è una difesa strenua della
libertà sessuale. Un valore acquisito anche attraverso input nobili e
colti, come gli stimoli letterari, primo fra tutti quelli di Pier
Vittorio Tondelli."
Marco Tabellione,
Il Centro, 13 dicembre 2010, Cultura e società.
"Esilarante saga familiare, vivace racconto sociologico-mediatico, il
romanzo di Sciltian Gastaldi canta, con brio e ironia, un libero amor
cortese, postmoderno e multiforme. Il desiderio di chi 'ama prima la
persona prima del suo genere di appartenenza' e con tutti i sensi -
tranne quelli di colpa - insiste a seguire la propria stella."
Piera Maculotti,
Bresciaoggi, 16 dicembre 2010, p. 47.
"Una prova d'autore divertente. [...] Ma se si raccoglie l'ammiccante
invito alla lettura si può comprendere che non c'è acredine alcuna
verso il 'semprebello' figlio d'arte, semmai un'ironia acuta nel
carpire, raccogliere e descrivere i sintomi di una rivoluzione che
l'Italia, in realtà, ancora attende sia compiuta."
Vincenzo Branà,
L'informazione di Reggio Emilia, 9 novembre 2010, p.32.
"Tutto quanto fa icona gay prima o poi compare in queste quasi
quattrocento pagine di educazione sentimentale. Leggerezza e
autoironia però scansano il luogocomunismo sin dalle prime righe."
Pietro Cheli,
Gioia, 12 novembre 2010, p. 112.
"Quella di Sciltian è una scrittura schietta e divertita,
assolutamente a suo agio, capace di intrattenere piacevolmente il
lettore, ma anche di portarlo parallelamente a riflettere su più piani
di lettura su un argomento - bisessualità e infanzia - che pochi in
Italia hanno avuto il coraggio di affrontare. Tutta colpa di Miguel
Bosé è un libro estremamente godibile, in cui molti della classe
'70-'75 potranno riconoscersi."
Massimilano Sardina,
Amedit, Dicembre 2010, p. 22-3.
"Non è un romanzo autobiografico, se non nel senso che racconta la
storia di molti. [...] Ma in generale è godibile perché è parte attiva
della narrazione: ogni ballerina, pellicola, cantante, scrittore ha il
suo ruolo nella storia e si giustifica sul piano romanzesco come
pilastro della trama."
Francesca Romana Capone,
Cocci di bottiglia, 4 Novembre 2010.
"Sciltian Gastaldi sa padroneggiare bene sia lo stile comico sia
quello elegiaco: Tutta colpa di Miguel Bosè vira decisamente al comico
e al satirico, anche se presenta qualche intermezzo pensoso e, d'altra
parte, non esibisce mai una comicità fine a sé stessa. La comicità
divagante può far dimenticare che questo è probabilmente il primo
Bildungsroman italiano che abbia per protagonista un bisessuale
moderno, [...] a Sciltian Gastaldi va perciò anche riconosciuto il
merito d'essere un pioniere che sa evitare i toni didascalici; e li
evita perfino nei capitoletti di svagata saggistica su film o cartoni
animati, nei quali la commozione è sincera, ma tenuta a freno, e gli
accenti critici o descrittivi suonano sempre leggeri. In ciò, anzi,
l'autore asseconda con gradevole naturalezza una certa tendenza
postmoderna alla commistione dei generi (senza dubbio perché, a
differenza di chi dice "Adesso scrivo un bel racconto postmoderno
mischiando i generi", a lui la cosa viene del tutto naturale),
giovando anche, dato che varietas delectat, alla levità del racconto,
ed evitando che, nonostante la discreta lunghezza, esso diventi
monotono o ripetitivo."
Asclepiade,
Anobii.com, 10 Novembre 2010.
"Un libro che si legge volentieri; che anche se non ti fa comprendere
la strada che è stata intrapresa, alla fine non ti lascia solo pieno
di risate e momenti euforici, ma ti avvolge anche di domande. Un
romanzo che anche se ti accoglie con il suo titolo un po’ strano e la
copertina ultra colorata, alla fine non ti delude neanche per un
istante."
Daniele Catena,
4zine, Novembre 2010.
"Con il sorriso sulle labbra, Sciltian Gastaldi ci regala un romanzo
che si legge tutto d’un fiato, da cui si fa fatica a staccarsi: i suoi
ricordi sono esattamente anche i nostri, quel “piccolo mondo antico” è
quello in cui noi siamo cresciuti – e che forse un po’ ci manca.
L’autore riesce a coinvolgerci totalmente. Non c’è una sola emozione
che non riesca a trasmetterci. Ci indigniamo, ridiamo, ci innamoriamo
assieme ad Evandro. E assieme a lui siamo al World Gay Pride del 2000.
Perché la sua battaglia per i diritti civili LGBT, è anche la nostra
battaglia."
Serena Adesso,
Scrittori Precari, Novembre 2010.
"Brillante e delizioso."
Vip, 7 dicembre 2010, p. 45
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